GUIDA ALLA SCELTA

L’EROTISMO DEL CORSETTO

EROTICO, SENSUALE, SFACCIATO.

Tra i numerosi capi di lingerie, l’indumento intimo a cui viene associato più di ogni altro un forte e indiscusso potere erotico, è proprio il Corsetto. 

Che sia realizzato in prezioso pizzo, in morbido raso, in fluente seta o in semplice cotone, una volta indossato attira su di sé un’attenzione inevitabile, dovuta non solo alla bellezza propria del capo, ma a tutto ciò che esso rappresenta nell’immaginario inconscio della mente di ognuno, ma soprattutto in quella maschile .

Con le sue linee, con le sue stecche, con le sue stringhe, esso racchiude un simbolismo molto forte e che ha echi molto lontani nel tempo. 

Nato per esaltare, modificare e costringere quelle parti del corpo della donna da sempre sognate e desiderate dall’uomo, ne è divenuto l’emblema, soprattuto nella sfera dell’erotismo.

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Ma cosa si intende con il termine erotismo?

Dal greco erotikos, da eros, divinità maschile dell’amore. È un termine che racchiude tutti gli aspetti e le caratteristiche relative ai desideri di origine sessuale attraverso i quali siamo attratti verso qualcuno o qualcosa e di tutti i meccanismi relazionali che si instaurano tra i soggetti coinvolti.

E quando un abito si può considerare davvero “erotico”?

La prerogativa di un abito o di un accessorio erotico, sta nel fatto che è ugualmente erotico sia per chi lo indossa, che per chi lo guarda.

Non ha importanza la tipologia dell’abito scelto, lo scopo è sempre lo stesso, cioè quello di gratificare sessualmente entrambe le parti o anche solo una di esse.

E non deve necessariamente seguire la moda del momento, perché ha come unico scopo quello di stimolare la libido dell’altro sesso per attrarlo a sé e poco importa se è in linea con le ultime passerelle, o se è presente nelle copertine più in voga, ciò che importa è il pensiero a cui riconduce, al chiaro messaggio che invia, senza bisogno di alcuna altra spiegazione. 

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Ma tra gli abiti erotici ce ne sono alcuni che hanno un potere erotico maggiore rispetto ad altri.

L’erotismo di un abito infatti, è tanto forte quanto lo sono i significati simbolici a lui attribuiti nel tempo, significati riconosciuti dalla maggior parte degli individui appartenenti allo stesso gruppo sociale e culturale. 

Ed è proprio la numerosa simbologia racchiusa in un Corsetto, che lo rende un capo unico nel suo genere.

Ciò che esso ha rappresentato nel passato, lo rende un forte richiamo erotico nel presente. 

IL CORSETTO….. SIMOBOLO DI COSTRIZIONE

Nella concezione di bellezza sensuale, ogni epoca ha valorizzato alcune parti del corpo di più rispetto ad altre, con tempi e con modalità diverse, ma cercando sempre di renderle più vicine a quello che era l’ideale di bellezza predominante.

Parti del corpo come il punto vita, il piede, il seno, le gambe, la schiena, il sedere, i capelli, la testa, il collo, le spalle, le braccia, le mani, le cosce e gli organi genitali, hanno subito nel tempo numerosi tentativi di modifiche, in nome della moda e della sensualità.

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Tra queste però, il punto vita e i piedi in particolar modo, sono stati spesso sottoposti a notevoli tentativi di modifiche da parte dell’uomo e non è un caso che proprio per loro, nel tempo, siano stati realizzati piccanti ed elaborati indumenti e accessori erotici, a volte così esageratamente costrittivi da arrecare sofferenze alla persona. 

Tutti sappiamo di come il Corsetto sia nato e sia stato strutturato per essere fortemente costrittivo per il corpo della donna, da modellare e modificare secondo i voleri della moda e della società, ma anche per la sua persona, da sottomettere, da educare e da plasmare secondo i desideri altrui.

Foto Nadar: “Donna con Corsetto”. Circa 1890.

Per un giudizio etico e razionale tutto questo è ovviamente discutibile e inammissibile, ma al contrario, all’interno della sfera sessuale, la costrizione ha un altissimo potere erotico.

Secondo l’immaginario inconscio maschile, ad esempio, la donna che indossa un Corsetto, non riesce a muoversi liberamente, non può fuggire, risulta quasi immobilizzata, dunque è una preda facile da raggiungere e da catturare per soddisfare i propri istinti. 

Questo tipo di meccanismo affonda le sue radici in tempi molto lontani, dove l’uomo era essenzialmente un cacciatore e la donna una delle sue prede, da possedere per la continuazione della specie.

Nel campo della sfera erotica però, è molto importante sottolineare di come la costrizione di una parte del corpo, rechi e stimoli il piacere sessuale, sia a chi la subisce, sia a chi la guarda

Donna in Corsetto. Anno 1890

Chi la subisce è consapevole di attirare gli sguardi altrui proprio per le condizioni di costrizione cui si è sottoposto (anche i tacchi a spillo possono essere un valido esempio).

Chi guarda invece, è eccitato al pensiero che l’altra si sia sottoposta a tale costrizione proprio per piacere a lui, soffre, cioè, per appagare un suo desiderio. 

Carolina erotica degli anni ’50.

IL CORSETTO… PIACEVOLE TORTURA

Quella di provocare dolore fisico è una delle proprietà predominanti per trasferire ad un semplice accessorio o ad un indumento un forte ed inequivocabile potere erotico.

Ovviamente si fa riferimento a un dolore fisico minimo, che non deve assolutamente essere confuso con gli atteggiamenti lesionistici o brutali dovuti a patologie o comportamenti estremi.

In psicologia questa tipologia di dolore è riconducibile al termine medico algolagnia (algos= dolore; lagnia= voluttà) e fa riferimento alla condizione tale per cui il dolore fisico, uno stato di angoscia oppure uno spavento molto forte, provocano ad un livello inconscio e molto profondo, un sottile piacere erotico, sia in chi lo prova, ma anche in chi lo guarda manifestarsi.

Tutti questi meccanismi scattano nella mente a livelli del tutto inconsci, ma si traducono in quello che avvertiamo come una forte attrazione, come un intenso desiderio sessuale verso qualcosa o qualcuno. 

Il Corsetto, in questo caso influisce sull’immaginario erotico a prescindere, non importa se le stringhe vengano strette o meno, non importa se il corpo sia più o meno immobilizzato, è l’idea di poterlo fare, è l’idea di non avere possibilità di fuga, di bloccare, per poi possedere, o per essere possedute.

Fa parte della natura umana e in questo gioco di piacere il desiderio è ugualmente intenso, sia per il cacciatore, sia per la preda.

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Pensare che il Corsetto nei secoli passati è stato considerato principalmente come indumento intimo e non gli veniva attribuito altro significato se non quello paragonabile alla lingerie moderna, sexy in quanto tale, ed era ben lontano dall’essere considerato un indumento erotico, nel senso attuale del termine. 

Questo privilegio lo ha ottenuto nel tempo, sfruttando proprio tutto ciò che si è scritto su di lui nei manuali medici e nelle pagine di cronaca del tempo, e di cui ancora oggi si parla continuamente ogni qual volta lo si nomini. 

Mi riferisco a tutte quelle storie di deformazioni e torture causate per averlo indossato a lungo tempo, di svenimenti per aver stretto troppo le stringhe o, peggio ancora, di morte a causa dei danni fisici dovuti alle stecche di balena.

Tutto questo, ahimè, è vero. Forse a volte è stato enfatizzato, come avviene per tutte le storie e le notizie di pubblico interesse, ma sì, il corsetto in passato non è stato di certo un indumento comodo per la donna; ma lei, nonostante questo, lo ha costantemente indossato per tanto, tanto tempo, pur di piacere, pur di essere bella, pur di avere il famoso vitino da vespa.

Pubblicità inglese per il Corsetto “Specialitè”. Tratta dal settimanale The Ladies’ Field, datato 2 febbraio 1901.

IL CORSETTO E… IL SIMBOLO DELLA VERGINITA’

In passato, come ben sappiamo, lo scopo principale del Corsetto era quello di ridurre il punto vita, anche fino alla follia dei 40/50 centimetri e per una donna questo era un aspetto fondamentale per essere desiderabile agli occhi maschili, doveva avere cioè, la forma di una “clessidra”.

Ma perché il punto vita è stato sempre così importante? 

Perché è sempre risultato molto attraente agli occhi maschili? 

È senz’altro la zona erogena che nella storia, a parte qualche breve parentesi, ha sempre avuto un posto importante ai fini della seduzione e si è sempre cercato di metterlo in mostra ed evidenziarlo, anche se in modi diversi.

È quella parte del corpo di una donna che un uomo tende a toccare appena si instaura una prima familiarità. 

Che si tratti di amicizia o di amore, l’uomo tende quasi sempre a cingere la donna facendo passare il braccio intorno alla vita e tende ad aumentare la pressione con la mano proprio dove l’anca si incurva, attirando la donna a sé e stringendola sempre più.

Diventa un chiaro riferimento di desiderio e di possesso nei confronti della donna stessa.

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Ma per quale motivo?

Perché il punto vita è un simbolo di verginità e di fertilità.

Nel caso di una gravidanza ad esempio, e a differenza di altre parti del corpo, non riprenderà mai completamente le stesse condizioni precedenti. 

Nell’immaginario maschile inconscio, dunque, rimanda all’idea di avere una certa esclusiva nel creare una propria famiglia e avere così una garanzia della propria prole. Ovviamente anche questo concetto è riconducibile al passato.

Sappiamo come per anni le donne siano state considerate una proprietà dell’uomo, ma una delle loro paure più grandi era proprio quella di non risultare sufficientemente attraenti per lui.

Nell’ottica di attrarre l’altro sesso uno degli aspetti più importanti per loro era proprio la fertilità, che in passato aveva una concezione diversa da quella che possiamo pensare oggi e andava al di là del desiderio di condividere con il proprio compagno la gioia di diventare genitori. 

Avere molti figli, infatti, faceva apparire l’uomo molto virile, importante e dunque superiore rispetto agli altri all’interno del contesto sociale. Per attirarlo a sé, una donna sapeva di dover far leva principalmente sulla giovinezza e sulla fecondità. 

Pubblicità del Corsetto “Thylda” (Bibliothèque des Arts décoratifs, Parigi).

Per questo è facile comprendere il perché ponesse tanta attenzione nella cura della propria persona, sia con i cosmetici che con il vestiario e come utilizzasse i vari rimendi e preparati per modificare il proprio aspetto estetico a volte anche in modo esagerato e pericoloso. 

Ed è facile comprendere come proprio il Corsetto, stringivita per eccellenza, introdotto nel vestiario femminile nel lontano 1500 non abbia mai abbandonato il corpo femminile per oltre 4 secoli (tranne per una breve parentesi post Rivoluzione Francese).

Ad oggi il Corsetto che ci risulta più familiare e che più comunemente ritroviamo sulle passerelle della moda, spesso rivisitato in base alle linee e alle fogge del momento, è il modello Vittoriano o Edordiano, particolarmente di moda dal XIX secolo in poi.

Sfilata di Moda Lingerie – Victoria’s Secret
Sfilata di Moda lingerie – Victoria’s Secret

Ed è sempre questo modello che viene indossato e utilizzato principalmente anche nell’abbigliamento erotico moderno.

IL CORSETTO E IL SENO….SIMBOLO DELLA MATERNITA’

Ma lo scopo del Corsetto, oltre a quello di modificare il punto vita, era quello di dare risalto anche al seno e ai fianchi, rendendo così una silhouette sinuosa e snella nel suo complesso.

In passato, prima che i reggiseni spopolassero sul mercato, l’unico modo per sostenere e dare risalto al proprio seno era indossare i Corsetti. 

E’ proprio attraverso la pressione delle stecche e la scollatura più o meno pronunciata, che il seno viene nello stesso tempo contenuto e rialzato, donando un piacevole, pieno e sensuale decolté. 

Corsetto classico del XIX secolo.Illustrazione di Louis Le Riverend, tratta dal libro “Les dessous à traverso les ages” di Armand Silvestre

Di tutte le parti del corpo femminile, il seno, è stata quella che più di tutte ha determinato una infinità di emozioni, diverse tra loro a seconda dell’epoca, della cultura e della civiltà. È stato spesso esaltato, ma anche denigrato, mostrato al pubblico o nascosto e ignorato. 

L’aspetto per il quale il seno è stato considerato sempre molto importante per l’uomo, è quello materno. Le sensazioni che vengono suscitate alla sua vista sono quelle di sicurezza, di maternità, di calore, di conforto, come anche di nutrimento, senso di pienezza e soddisfazione.

Non a caso la prima esperienza di piacere per un essere umano, fa riferimento proprio alla suzione del seno materno durante l’allattamento.

Ed è proprio per questo che la maggior parte degli uomini ne sono attratti sessualmente in modo molto forte, anche se spesso sono inconsapevoli delle vere motivazioni.

Non importa, dunque, se un seno sia prosperoso o se entri in una coppa di champagne, il suo potere seduttivo è sempre molto intenso. 

Foto anonima. Anno 1900 circa.

E quando si guarda una donna con indosso un Corsetto, il primo sguardo cade inevitabilmente sul seno, proprio perché viene messo in particolare risalto dall’indumento stesso.

Che si tratti di un modello che lo copra (overbust) o che arrivi immediatamente al di sotto (underbust), contribuisce a rendere il seno un protagonista e indipendentemente dalle sue misure e dalle sue forme. 

Sicuramente anche il busk, tipica allacciatura completamente in acciaio, è di per sé molto accattivante e attira l’attenzione, ma di questo ne parleremo in seguito.

IL CORSETTO E …IL LATO B

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Ci sono altre due zone del corpo che nel corso della storia hanno iniziato ad attirare l’attenzione solo in tempi più recenti, per poi diventare molto importanti ai fini della seduzione femminile, mi riferisco alla schiena e ai fianchi

Nella storia della moda il sedere della donna ha avuto un suo momento preponderante, soprattutto nell’era edoardiana (Regno Unito – Regno di Edoardo VII 1901-1910).

In questo periodo infatti, abbandonate le vaporose crinoline era di moda la linea a “S”, una moda che prevedeva il petto orientato in avanti, l’addome contratto e il fondoschiena proiettato all’indietro. 

Tutto questo prendeva nome in Francia come “Cul de Paris”. 

Cartolina Girlie. Anno 1900.
Cartolina Girlie. Anno 1900.

Per ottenere questa linea le donne ricorrevano all’utilizzo di sottostrutture create appositamente, come le tornure, i cuscinetti o i sellini, ma determinante era anche l’uso del Corsetto. 

A differenza dei modelli precedenti, questa tipologia di Corsetto era strutturata in maniera tale da appiattire l’addome, ma contemporaneamente da spingere la parte bassa del busto e dei fianchi all’indietro, accentuando la linea a “S” data anche dalla sottostruttura dell’abito.

Questi modelli sono quelli che apprezzo di più anche nei Corsetti moderni, proprio perché rendono l’incavo della schiena e del fianco molto pronunciato e creano una curva e una linearità molto sensuale, apprezzata in modo particolare dagli uomini. 

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Indossando un Corsetto di questo tipo inevitabilmente il corpo assume una postura seducente, i movimenti dei fianchi risultano provocanti, sia nel camminare che nelle movenze in genere. 

Ma perché la curva ad “S” risulta così attraente?

Secondo molti studi effettuati, il fascino del lato B femminile è determinato dalla linea di curvatura della parte finale della schiena, quella cioè della spina dorsale. 

La perfezione del lato B è tutta riconducibile alla curva lombare di circa 45.5 gradi.

Raphael Kirchner: The Elegant Corset (Salon des humoristes). Circa 1900.

Gli uomini, in pratica, sono attratti non tanto dalle dimensioni del fondoschiena, bensì da quelli che hanno una curvatura lombare di questo tipo. 

A conferma di questa teoria sono i risultati emersi da un recente studio realizzato dall’Università del Texas, pubblicato nel 2015 sulla rivista scientifica “Evolution and Human Behavior”. Sono state mostrate diverse foto di sederi a migliaia di uomini ed è stato chiesto loro di indicare una preferenza. 

La maggior parte ha evidenziato proprio di apprezzare quei fondoschiena la cui curvatura lombare oscillava tra i 43° e i 46°, preferendo a loro volta quelli con un range più alto.

La spiegazione di questa particolare attrazione ci conduce nuovamente in un passato molto antico, fino ad arrivare alla preistoria. 

In quel tempo, infatti, questa particolare caratteristica anatomica per la donna era molto importante, perché determinava la possibilità di portare a termine con successo una gravidanza, rendendola così maggiormente “appetibile” per i maschi della tribù.

Un altro motivo, più istintivo del primo, è riconducibile alla posizione “da tergo”, utilizzata in natura per l’atto sessuale, sia dagli uomini preistorici che dagli animali.

IL CORSETTO E …LA SCHIENA “LEGATA”

A differenza del sedere, invece, la schiena è sempre risultata una zona non sempre messa in risalto, soprattutto nella cultura occidentale. 

Durante il periodo Edoardiano appena citato, sicuramente ha avuto una parte fondamentale nel definire la silhouette, ma di per sè non ha mai acquisito alcuna importanza ai fini dell’attrazione sessuale.

Nel mondo occidentale solo dopo la metà degli anni ’60 la schiena ha iniziato ad essere presa in considerazione come zona erogena e, di conseguenza, ad essere messa in evidenza come tale. 

A tale proposito è proprio il caratteristico incrocio dei lacci di un Corsetto, posto sovente dietro la schiena, ad apparire come uno degli aspetti visivi più erotici e sensuali del Corsetto stesso.

Horts P. Horst: Corset per Vogue. 1939

Perché le stringhe scatenano pensieri erotici?

Vi siete mai chieste perché i regali più belli, quelli dedicati alle occasioni importanti, quelli che non si vede l’ora di donare alla persona destinataria, siano così ben confezionati? 

Del perché sempre più punti vendita investano capitali per realizzare ai loro prodotti le confezioni più eleganti, scenografiche e speciali?

Pensate ora al momento in cui si scarta un regalo, soprattutto uno di quelli tanto desiderati…

Di come aumenti l’eccitazione e la frenesia quando il nodo non vuole sciogliersi…di come viene voglia di strappare tutto pur di fare prima!

Ecco, la risposta alle domande è proprio questa. 

Illustrazione umoristica. Anno 1900 circa.

Tutto ciò che viene utilizzato per coprire un qualsiasi regalo, ha l’unico scopo di aumentare il desiderio e la frenesia di sciogliere i nodi, di strappare via i lacci e infine, di togliere velocemente tutto ciò che impedisce di vedere e di toccare finalmente la tanto desiderata sorpresa.

E tanto più ciò che si vede in apparenza risulta bello e prezioso, tanto sono frivoli e deliziosi i fiocchetti, tanto è più complicato sciogliere i nodi e tanto sarà il desiderio e la voglia di possedere la sorpresa offerta.

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Nel campo dell’abbigliamento si manifesta e si applica lo stesso identico meccanismo, ed è proprio per questo che i legacci, le stringhe, come anche fiocchi e fiocchetti di vario tipo, sono tra gli elementi più eccitanti e accattivanti.

Nella maggior parte dei Corsetti le stringhe sono poste sempre dietro la schiena e spesso vengono confuse come la chiusura o l’apertura del capo stesso, ma non è così. In presenza del Busk, il loro unico scopo è quello di stringere il Corsetto attorno al busto, nel modo e con la forza che si desidera.

Questo, comunque, è un dettaglio funzionale, che servano per aprire o chiudere poco importa: nodi, stringhe e nastri incrociati catturano l’attenzione degli occhi e suscitano istintivamente il desiderio di slacciarli, di sfilarli per poter toccare quella morbida pelle che gelosamente celano e racchiudono.

La pin-up Dita Von Tees durante un’esibizione di burlesque a Las Vegas

Anche nella storia, l’atto di sciogliere fiocchi e lacci di vario genere è spesso presente come simbolismo sia erotico che religioso. 

Ad esempio le spose Greche donavano le proprie cinture di lana (lana di pecora), considerate un simbolo della loro verginità, ai propri mariti la prima notte di nozze, affinché le sciogliessero. 

Anche nelle campagne rurali dello scorso secolo, era tradizione che un uomo giovane regalasse allapropria donna amata un paio di scarpe allacciate tra loro. 

Prendere tale regalo da parte della donna significava accettare anche le attenzioni del giovane e permettergli di slacciarle, equivaleva a donare, simbolicamente, la propria verginità.

Per quanto riguarda i fiocchi, invece, essi sono squisitamente femminili. In modo simbolico ne rappresentano la fanciullezza e riconducono ad una sensualità candida e innocente. Applicati su un abito o un indumento intimo, lo rendono spiritoso e simpaticamente malizioso.

Noelia, cantante e attrice portoricana, al Kodak Theatre di Hollywood.

Non dovrebbero mai mancare quando si desidera un Corsetto molto sexy, soprattutto per quelli indossati in occasioni “speciali”.

Un altro elemento che troviamo spesso nei Corsetti moderni, è la chiusura lampo. Tralasciando la sua praticità e funzionalità che tutti ben conosciamo, la chiusura lampo divenne presto e lo è tutt’ora, un accessorio con un accento fortemente erotico, ovviamente se utilizzata per questo fine.

Mentre i nodi, fiocchi e nastri vari, fanno leva sulla frenesia, sul desiderio crescente dato dall’ostacolo, dall’attesa di toccare l’oggetto desiderato, la chiusura lampo innesca un meccanismo contrario, ma comunque molto efficace nella sfera del pensiero erotico.

Proprio per la sua conformazione dà la possibilità di chiudere o aprire velocemente o lentamente un qualsiasi indumento, nascondendo ciò che sì vorrebbe mostrare, ma nello stesso tempo dando la percezione di poter arrivare alla vista dell’oggetto desiderato senza barriere e ostacoli.

Il messaggio che arriva è quello della facile accessibilità a quella parte del corpo che la chiusura lampo aiuta a ricoprire. Basterebbe un piccolo gesto per possedere ciò che si trova al di sotto e anche in questo caso, che si arrivi o meno a farlo non ha importanza, l’effetto suscitato è comunque garantito.

La stessa funzionalità della lampo è da attribuirsi al Busk, la caratteristica chiusura posta sulla parte frontale del Corsetto, che lo rende unico nel suo genere.

Il Busk, è costituito da occhielli e ganci e deve essere rigorosamente in acciaio, proprio per garantire la sicurezza della chiusura e la sua resistenza alla trazione delle stringhe.

Tolta la sua funzionalità, anch’esso riconduce visivamente alla possibilità di togliere velocemente l’indumento per avere libero accesso a tutto ciò che esso racchiude, ma in questo caso è l’acciaio, il duro e freddo materiale di cui è composto, che gioca un ruolo determinante ai fini dell’attrazione erotica, perché riconduce anche alla sensazione di dolore, quel dolore che può provocare a contatto con la morbida pelle. 

Stesso discorso riguarda i numerosi accessori che accompagnano indumenti erotici anche di altre tipologie, come borchie, spuntoni, catene, ecc.…, ma, in questo caso dovremmo trasferirci in un’altra sfera che oltrepassa quella della seduzione erotica fin qui affrontata, e della quale parlerò in modo approfondito in un altro articolo.

In conclusione… che sia realizzato in prezioso pizzo, in morbido raso, in fluente seta o in semplice cotone, una volta indossato il Corsetto attira su di sé un’attenzione inevitabile…

Ma basta questo per sedurre? Basta questo ad una donna per essere desiderata?

No, non basta!

Sophia Loren nel film “La miliardaria”. Regia Anthony Asquith. Anno 1960.

Indossare un capo estremamente erotico, avere delle belle forme, sicuramente è un aiuto prezioso, ma no, non è ancora sufficiente. Manca la cosa più importante:

“La consapevolezza della propria femminilità . “

È lei che valorizza ciò che indossiamo, è lei la prima cosa di cui dobbiamo vestirci..

.. è con lei che il Corsetto diventa una vera arma di seduzione!

Di questo parleremo nel prossimo articolo.

Daniela Bennardo – DBCorset-Handmade Boutique

Per approfondire:

  • Prudence Glynn; PELLE A PELLE – l’erotismo nell’abbigliamento; GREMESE EDITORE
  • Valeria Manferto De Fabianis, Testi di Anna Folli; LINGERIE ; Edizioni White Star
  • Béatrice Fontanel; BUSTI E REGGISENI, L’epopea del seno dall’antichità ai nostri giorni; Edizioni Idea Libri
  • Anderson Black – Madge Garland; STORIA DELL’ ABBIGLIAMENTO; Edizione Istituto Geografico De Agostini, Novara
  • Gilles Néret; 1000 Dessous. A History of Lingerie; Edizioni Taschen

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