GUIDA ALLA SCELTA

CORSETTO, CORPETTO O BUSTINO?

Una delle domande più frequenti che mi viene posta è proprio questa: “Ma che differenza c’è tra un Corsetto, un Corpetto e un Bustino? “

Anche se ormai questi termini vengono utilizzati indistintamente, tra un Corpetto, un Bustino e soprattutto un Corsetto ci sono delle differenze sostanziali che li rendono molto diversi tra loro. Vediamo ora quali sono le caratteristiche più importanti di ognuno, facendo riferimento principalmente all’abbigliamento moderno.

CORPETTO

Diminutivo della parola “Corpo” – dal latino Corpus = Corpo .

Con il termine Corpetto si intende un “indumento esterno” che ricopre la parte superiore del corpo, fino a qualche centimetro sotto il punto vita. Può avere una aderenza variabile, ma che segue comunque le forme del busto in modo lineare, senza eccessiva lentezza. Può essere scollato o accollato; può avere le maniche (lunghe o corte) oppure essere completamente smanicato o dotato solo di piccole bretelle. Quello della foto può essere un esempio di Corpetto.

Corpetto realizzato con più strati di tessuto e drappeggio anteriore, incrociato.

Mentre per il “Corpetto” l’aderenza può variare, quando si parla di “Corpino”, invece, si intende unicamente un Corpetto che rimane molto aderente e che tende principalmente a fasciare la parte alta del corpo.

Solitamente vengono foderati con il classico tessuto di raso in fodera disponibile in commercio, di media o leggera consistenza a seconda delle esigenze.

Esempio di fodera in raso

Per la chiusura dei Corpetti solitamente vengono utilizzate chiusure lampo, gancetti, asole, bottoni e nastri di raso, nelle più svariate forme, tipologie e soluzioni.

BUSTINO

Diminutivo della parola “Busto” – dal latino buxidus (contratto bux’dus) = scatola; deriv. “Imbùsto” = imbustare.

Quando si parla di “Bustino” (non considero in questo caso i busti ortopedici o medicali in genere) si intende un capo di abbigliamento a stretto contatto con il corpo e può essere confezionato sia per l’abbigliamento quotidiano, dunque come “indumento esterno”, ma anche per l’ “abbigliamento intimo”, detto anche bustier. I bustini solitamente non hanno maniche, al più delle piccole bretelle che in alcuni casi vengono incluse per comodità e per ulteriore sostegno del seno.

Bustino in pizzo per “abbigliamento esterno”. Dotato di 12 stecche in rigilene, risulta molto aderente.
Bustino in pizzo/elastan per abbigliamento intimo. Dotato di 8 stecche in rigilene.

Ciò che contraddistingue il Bustino da un Corpetto, è l’uso delle “stecche” e proprio per renderlo il più aderente possibile al corpo ed evidenziarne così le forme, ne vengono inserite di diverse tipologie e grandezze. Ad oggi le stecche più utilizzate sono quelle in rigilene (realizzate in poliestere e chiamate anche “stecche di sostegno”), che consentono ogni tipo di movimento pur mantenendo la rigidità necessaria per l’aderenza e per mantenere la forma del modello. Possiamo trovare anche le stecche in resina o in acciaio temperato, utilizzate soprattutto per bustini da sposa particolarmente elaborati o per la Corsetteria.

Esempio di Stecca in rigilene.

La Stecca in rigilene viene utilizzata spesso anche nei Corpetti eleganti, ma in questo caso principalmente per mantenere le forme del taglio sartoriale del capo stesso.

Nel caso dei Bustini, invece, la stecca è quasi d’obbligo, proprio perché garantisce la giusta aderenza, delinea le forme e sostiene il seno. Le stecche in rigilene in commercio, possono avere una rigidità diversa a seconda delle esigenze, ma con il tempo e soprattuto se il Bustino viene indossato spesso, purtroppo tende a deformarsi, compromettendo a volte anche la vestibilità del capo stesso.

Stecca in rigilene, sottoposta a piegatura.

Nella foto in alto è mostrato come risulta una Stecca in rigilene sottoposta a leggera piegatura: mantiene la forma data dalla piega e difficilmente ritorna a quella originale.

Certamente questo non significa che tutti i Bustini con le Stecche in rigilene siano destinati a rovinarsi, anche perché sono capi di abbigliamento non sono soggetti a movimenti estremi quando sono indossati. Sicuramente però, è importante fare attenzione a come riporli nell’armadio o ancora di più in un cassetto, proprio per evitare che si deformino.

In commercio è possibile trovare anche altre tipologie di stecche come quelle in resina o in acciaio temperato, utilizzate soprattutto per Bustini da Sposa particolarmente elaborati o per la Corsetteria in genere.

Stecca in acciaio.

Ovviamente anche per questo tipo si Stecca ci sono varie misure e consistenze, ma rimane sempre molto rigida e non perde mai la sua forma. Proprio per questo viene utilizzata quasi sempre nella realizzazione dei Corsetti.

CORSETTO

Termine che deriva dal francese Corset, (diminutivo di Cors = corpo) e dal latino Corpus= Corpo.

Il Corsetto, come in passato, è inteso unicamente come indumento a stretto contatto con il corpo ed è proprio per questo che spesso vengono utilizzati i termini “Busto” o “Corpetto ” come suoi sinonimi.

Corsetto realizzato su copia di un modello risalente al 1875. Vedi Corsetto Storico.

La differenza dei Corsetti moderni da quelli storici, è che vengono realizzati in modo tale da poter essere indossati anche come “abbigliamento esterno”, mentre in passato erano esclusivamente intesi e utilizzati come capi di “abbigliamento intimo”.

In questo articolo non mi soffermerò sulla storia del Corsetto, sulle tecniche di realizzazione e sulla infinità di modelli finora realizzati, perché dedicherò a questo una intera sezione del sito. Al momento mi soffermerò sulle caratteristiche principali che rendono il Corsetto così diverso dai Corpetti e dai Bustini che conosciamo.

Quando parliamo di Corsetto si fa riferimento esclusivamente al “Corsetto Vittoriano”, un capo di abbigliamento intimo realizzato e di gran moda nell’Epoca Vittoriana, cioè durante il periodo in cui ha regnato la Regina Vittoria (Regno Unito 1837 – 1901). Dopo il suo regno la linea dei Corsetti più di moda prende il nome dal suo successore, il figlio Edoardo VII (dal 1901 al 1910), e vengono definiti come “Corsetti Edoardiani”; molto simili nell’aspetto a quello Vittoriani, ma diversi soprattutto nel taglio sartoriale e in alcune tecniche di costruzione.

Illustrazione pubblicata sulla famosa rivista francese “La Vie Parisienne” del 1870. Modello di Corsetto dalla tipica forma a clessidra.
Manifesto del 1907, “Le Furet”, celebre azienda di Corsetti dell’epoca. Esempio di Corsetto che crea ed evidenzia la linea ad “S”.

Per spiegare la particolarità di questo capo di abbigliamento è necessario però aprire una parentesi sul perché sia stato così “amato” e così “odiato” dalle donne. Come sappiamo, il Corsetto veniva utilizzato per modellare il proprio corpo ed ottenere così la “forma a clessidra” che tanto andava di moda in quel periodo. Ovviamente non tutte le donne avevano la fortuna di avere una silhouette lineare e snella, dunque ricorrevano a questo prezioso indumento intimo per creare le forme desiderate, ma a volte esagerando e arrivando a restringere il punto vita anche fino a 40/45 centimetri, tanto ovviamente da star male. Chi invece lo indossava con criterio, riusciva ad ottenere una discreta riduzione del punto vita, senza procurare danni al fisico.

Questo è un aspetto importante: “deve essere indossato con criterio”.

“Non è il Corsetto ad essere dannoso, bensì l’uso scorretto che a volte ne viene fatto. La tensione dell’allacciatura dipende solo ed unicamente da chi lo indossa e non dal Corsetto”.

Ma come può un capo di abbigliamento modellare il corpo in modo così definito?

Prima di tutto sono fondamentali alcune caratteristiche di costruzione. Le stesse caratteristiche con cui venivano realizzati in passato, devono essere rigorosamente rispettate anche oggi. Vediamo quali sono:

TESSUTO

Un buon Corsetto per una maggior resistenza e durata nel tempo, deve avere minimo tre strati di tessuto: quello esterno che può essere in tinta unita o fantasia, con una trama compatta e preferibilmente non elastico.

Esempio di Corsetto realizzato su cartamodello storico con tessuto moderno fantasia floreale. Vedi Corsetto “Rose

Il tessuto intermedio, molto importante come rinforzo. Preferibilmente di cotone coutil o comunque di cotone resistente e dalla trama compatta (per i Corsetti Waist-training è di rigore il tessuto coutil). E’ uno degli aspetti fondamentali per la durata e la funzionalità del Corsetto stesso.

A sinistra esempio di tela in cotone grezza di media pesantezza – A destra esempio di Cotone Coutil, dalla trama spinata, forte e compatta.

Il tessuto interno, in cotone o raso o altra tipologia di media-alta consistenza e, anche in questo caso, dalla trama ben compatta.

Esempio di tessuto interno in cotone pesante tinta unita nero. Vedi Cintura Corsetto Linea Mimetica.

Nei Corsetti non devono essere utilizzate le fodere in raso che troviamo comunemente nei Corpetti o nei Bustini, in quanto non reggerebbero alla trazione costante del tessuto e inevitabilmente con il tempo perderebbero la loro consistenza.

TAGLIO SARTORIALE

La silhouette definita dal Corsetto dipende principalmente dalla tipologia del “taglio sartoriale”, (come è ben evidente nei numerosi modelli di Epoca Vittoriana). Oltre alla prima macro-distinzione tra Overbust (Corsetti che ricoprono il seno) e Underbust (Corsetti sotto-seno), ciò che differenzia maggiormente un modello da un altro è soprattutto il numero e la linea dei pannelli di cui è composto e la quantità, la tipologia e il posizionamento delle stecche.

Modello Corsetto Storico tipologia “overbust”, senza busk. E’ importante sottolineare che i Corsetti d’Epoca difficilmente ricoprivano il seno, al massimo arrivavano sino alla metà, con lo scopo di sorreggerlo e rialzarlo, proprio come l’attuale reggiseno push-up. Volendo realizzare un Corsetto “Overbust” sulla base del modello in foto, ad esempio, sarebbe necessario alzare e ridisegnare la parte delle coppe del seno, altrimenti risulterebbe esageratamente scollato da non poter essere indossato in pubblico.
Modello Corsetto Storico tipologia “Underbust”. Questo modello di Corsetto era utilizzato principalmente agli inizi del XX sec. come “Riding Corset”, Corsetto da equitazione. Grazie ai numerosi pannelli definiva il punto vita, lasciando comunque ampio spazio di movimento ai fianchi.

Il taglio sartoriale è fondamentale nei Corsetti creati e realizzati su misura, in quanto deve seguire correttamente le linee del corpo e deve essere strutturato in base alla silhouette che si desidera ottenere. A tal fine, ogni linea del cartamodello e ogni stecca prevista dovrà avere un proprio posto, studiato e ben determinato.

Diversamente, si possono realizzare Corsetti con taglio sartoriale moderno, come quello dei classici bustini da sposa per intenderci, ma con le stesse caratteristiche e funzionalità di un Corsetto di taglio storico. Vedi Corsetti Linea Soft.

CUCITURE

Essendo sottoposto a costante tensione, le cuciture del Corsetto devono essere accurate e molto forti. E’ importante che il filo utilizzato sia dunque resistente e di ottima qualità.

STECCHE

Il Corsetto deve essere realizzato con stecche in acciaio temperato e/o in acciaio a spirale. Queste tipologie di stecche garantiscono la corretta impostazione del busto, si adattano a qualsiasi movimento e modellano la figura in base alle proprie esigenze. Una delle caratteristiche principali delle stecche in acciaio a spirale è la “resilienza”, cioè la capacità di tornare alla loro forma iniziale nonostante vengano piegate o ritorte.

Dettaglio stecca in acciaio a spirale
Stecca sottoposta a piegatura.
Stecca in acciaio a spirale riprende la sua forma iniziale.

Diversamente da quelle in poliestere, in plastica dura o in resina, le stecche in acciaio a spirale, proprio per la loro caratteristica conformazione, accompagnano i movimenti del corpo senza essere d’intralcio o da impedimento. Solitamente in un Corsetto le stecche in acciaio più rigide vengono inserite lateralmente, nel centro anteriore in sostituzione o affiancando il busk e nel centro posteriore, in corrispondenza degli occhielli, come ulteriore rinforzo per l’allacciatura. Le stecche in acciaio a spirale, invece, sulla parte anteriore laterale e posteriore laterale, maggiormente soggette a piegamenti e torsioni del busto.

BUSK

Il busk è la tipica chiusura con ganci in acciaio che viene posizionata solo ed esclusivamente nella parte centrale anteriore del Corsetto.

Busk in acciaio.

E’ importante per due fattori: rende possibile indossare un Corsetto comodamente senza alcun aiuto e contribuisce a renderlo molto più resistente e modellante, soprattutto nella parte frontale relativa all’addome. Anche il busk deve essere necessariamente in acciaio e di ottima qualità altrimenti si rischia di rovinare il Corsetto stesso.

Per aumentarne la rigidità e dunque un maggior effetto modellante sull’addome, (che risulterà in più piatto e contenuto), ai lati del Busk possono essere inserite rispettivamente due stecche in acciaio come rinforzo.

In alcuni Corsetti, invece, il Busk può essere sostituito da stecche in acciaio rigide, anche più larghe rispetto alle altre.

CHIUSURA AD OCCHIELLI

Questo tipo di chiusura consente di stringere il Corsetto quanto necessario per modellare e sostenere il busto in base alle proprie necessità. Regolando le stringhe, infatti, si può decidere se aumentare o diminuire la tensione in punti diversi del Corsetto e di conseguenza del busto.

Chiusura con occhielli in acciaio, rinforzati lateralmente da due file di stecche in acciaio. Vedi “Corsetto Pin-Up”

Anche la scelta della tipologia e del modello degli occhielli è molto importante e soprattutto devono essere di ottima qualità, altrimenti il metallo potrebbe arrugginire e rovinare il tessuto irreparabilmente. Ad oggi si utilizzano anche altre modalità di chiusura per il Corsetto, come ad esempio la “lampo”, ovviamente molto forte per resistere alla tensione. (Per i Corsetti “Waist-Training” la chiusura lampo non è comunque consigliata).

STRINGHE

Per un Corsetto la scelta delle stringhe è fondamentale, in quanto devono sostenere costantemente una decisa tensione attraverso gli occhielli. Le tipologie più utilizzate sono quelle “tipiche da Corsetto” e quelle in “raso”. Le prime sono molto simili ai lacci delle scarpe, ottime per la loro resistenza e per la scorrevolezza attraverso gli occhielli e una volta annodate, mantengono la chiusura ben salda.

Se viene utilizzato il nastro in raso, questo deve essere pesante, resistente e di ottima qualità. Una volta annodato deve mantenere l’allacciatura senza allentarsi e mantenere dunque la corretta aderenza del Corsetto.

Ovviamente la luminosità del raso e la sua morbidezza per alcuni Corsetti è d’obbligo…

Quanto finora detto è solo una piccola parte di tutto ciò che rende un Corsetto diverso da un Corpetto o da un Bustino (come soprattutto lo intendiamo al giorno d’oggi) e forse, ora è più facile comprendere anche come già dal passato, la realizzazione di questo capo si sia distinta dal lavoro sartoriale comune e abbia creato una figura nel campo artigianale/sartoriale ben specifica: quella del “Corsetier”. Basti pensare che ad oggi, per ideare, disegnare, tagliare e confezionare un buon Corsetto sono necessarie dalle due alle quattro settimane; a volte di più se si tratta di capi molto elaborati e/o ricamati.

Il Corpetto e il Bustino, dunque, sono capi di abbigliamento che se ben realizzati e su misura valorizzano la silhouette di chi li indossa, esaltandone le linee e le forme. Il Corsetto, oltre a garantire la costante vestibilità, grazie alle particolari tecniche di costruzione ha un alto potere modellante che gli permette non solo di seguire le linee e le forme del corpo, ma di crearle e definirle. E’ questo che lo rende così diverso.

COME SCEGLIERE IL CORSETTO GIUSTO?

Per informazioni, consigli o curiosità  è possibile utilizzare la sezione CONTATTI o inviare e-mail a dbcorset@gmail.com.

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